domenica 13 maggio 2018

Roma ce la può ancora fare



Ieri è stato indubbiamente un giorno storico per la nostra città, a 37 anni dall’apertura dello scambio a Termini,  è stato finalmente aperto il secondo nodo tra metropolitane della Capitale: San Giovanni ora permette di interfacciarsi tra la linea A e la linea C.


L’arrivo della linea verde è stato salutato dalle autorità intorno alle 11 di mattina, con l’apertura della
metro al pubblico a partire da mezzogiorno. In particolare il treno 9 è stato il primo ad arrivare (e partire) dalla stazione San Giovanni dal binario 1, seguito dopo circa un quarto d’ora dal treno 13 che è arrivato sul binario 2.
Con un tour abbiamo accompagnato oltre un centinaio di cittadini alla scoperta della nuova stazione: la storia del progetto, le varianti archeologiche, le prospettive future della linea.
È emersa la volontà unanime di voler proseguire la linea nel Centro Storico, a patto di avere garanzie sul rispetto dei tempi di realizzazione e controllo dei costi.



Uno speciale post scriptum è da dedicare alla metro A, sulla quale l’annunciatore automatico di bordo treno è stato sostituito da un nuovo sintetizzatore che consentirà di fornire a breve indicazioni anche in inglese. Ci saluta quindi l’annunciatore spagnolo e l’iconico “….uscita lato destro?!” che per più di una decade ha indicato il lato di apertura porte dei viaggiatori. Per quanto possa sembrare un elemento di dettaglio, la pronuncia spagnola è stata capace di influenzare il mondo del web e la filmografia italiana recente.

3 commenti:

  1. Era meglio quello di prima. Come sulla B era meglio quella che c'era stata prima di questa che ogni tanto nella B1 si sbaglia sul lato da prendere.

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    1. In effetti quella di prima era forse più "stentorea", anche se mancava una versione in lingua inglese. Però, almeno secondo recenti studi di sociologia, sembra che, ai fini dell'impatto sul pubblico in termini di recezione, le voci maschili siano più adatte a dare ordini e disposizioni, mentre quelle femminili più si prestano a dare pure informazioni.

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  2. Sulla questione della metro C io avrei da dire qualcosa. Premesso che sono certamente favorevole alla realizzazione di nuove ferrovie metropolitane, andrebbe però anche considerato che le stesse non dovrebbero sostituire linee su ferro preesistenti, ma aggiungersi almeno in parte ad esse con un tracciato distinto, invece che coincidente. Nel caso della C, sarebbe forse stato meglio mandarla nella zona di Tor Vergata, caratterizzata da assenza di collegamenti su ferro, anzichè realizzarla in gran parte sovrapposta al percorso della ex ferrovia Roma-Fiuggi, la quale ultima, anzichè chiuderla, avrebbe potuto essere benissimo mantenuta ed ammodernata (la Svizzera è piena di ferrovie simili alla ex Fiuggi, elettriche a scartamento ridotto). Tanto più che, da oltre un secolo, la direttrice Casilina gravita su Termini e non verso altre zone. Inoltre, con la sempre maggiore tendenza ad abitare fuori Roma ed a spostarsi quotidianamente verso la stessa per studio o lavoro, sarebbe stato il caso non solo di ammodernare la dianzi citata ferrovia ex Roma-Fiuggi, oggi ridotta a poco più di un moncone servente Roma Laziali con Centocelle, ma anche di pensare a riaprirla oltre Pantano Borghese, che per anni fu il suo capolinea (dove oggi temina, appunto, la metro C), a servizio di paesi e città come Laghetto, Colonna, San Cesareo, ecc. che, oggi, avrebbero bisogno di un collegamento su rotaia con la Capitale.
    Tra l'altro, viste le difficoltà nell'attraversare il difficile sottosuolo romano, se la metro C dovesse per qualsiasi motivo finire al Colosseo (speriamo di no, certo) la stessa si rivelerebbe come una linea certamente non inutile, però che si sarebbe potuta fare meglio in termini di percorso e zone servite.
    Lo stesso errore fu fatto, molti anni prima, con la realizzazione della metro A: tra San Giovanni e Anagnina avrebbe potuto essere benissimo realizzata (ed in effetti era originariamente previsto) su un tracciato diverso, più vicino (anche) alla stazione di Roma Tuscolana delle FS (e meglio intescambiando con essa), mantenendo contemporaneamente (ed ammodernando) le tramvie per Capannelle e Cinecittà, incrementando quindi il patrimonio di infrastrutture su rotaia della Capitale. Tra l'altro, se la tramvia Termini-Capannelle, che era pure in gran parte in sede propria, fosse stata mantenuta ed anche prolungata fino all'aeroporto di Ciampino (ed anche oltre, perchè no), avrebbe egregiamente collegato l'aeroporto stesso con la stazione Termini, con un servizio non inquinante e ad alta capacità di trasporto.

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