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venerdì 24 febbraio 2017

Il FiloPlus

In questi giorni, con il bliz della sindaca Raggi nel deposito Tor Pagnotta, si è tornati a discutere della filovia EUR Laurentina-Tor Pagnotta.
Mentre si discute dell'auspicabile trasferimento di parte dei mezzi sulla linea 90, abbiamo elaborato un idea per aumentare ulteriormente l'utilità della futura filovia Laurentina.
Prolungando la linea senza bifilare di appena un chilometro è possibile raggiunge il quartiere Casal Fattoria, oggi mal servito dal 797-deviato con frequenza 45-50 minuti.
L'avanzamento del filobus consentirebbe di eliminare questa e altre linee parallele, destinando i mezzi ad altre tratte, e allo stesso tempo aumentare la vivibilità e l'accessibilità di uno dei tanti quartieri-dormitorio di Roma.
 

domenica 19 febbraio 2017

Next stop: San Giovanni!

Tra qualche mese San Giovanni ospiterà il secondo nodo di scambio tra metropolitane nella storia di Roma.
La metro A sarà allacciata, almeno idealmente, a una diramazione più lunga della linea stessa: potenzialmente più di 10.000 passeggeri potrebbero trasferirsi dalla C alla A nell'ora di punta.
Dal canto suo la metro A, con un'offerta di poco superiore ai 50.000 posti/ora, non sarà in grado di drenare il surplus di passeggeri.
E' necessario quindi ragionare con largo anticipo su dei servizi supplementari che accompagnino l'incontro tra le due metropolitane.
Next stop: San Giovanni!

  

giovedì 16 febbraio 2017

Ex Roma-Fiuggi: l'ultima ferrovia urbana di Roma



In data 15 febbraio 2017 ho avuto il piacere e l'onore di essere relatore nel seminario organizzato dall'Ordine degli Ingegneri in collaborazione con l'Associazione Italiana per l'Ingegneria del Traffico e dei Trasporti sul tema "Ex Roma-Fiuggi: passato presente e futuro dell'ultima ferrovia urbana di Roma".
Nello specifico il mio contributo ha riguardato il "passato": attraverso una disamina della storia della ferrovia di via Casilina ho cercato di trasmettere le motivazioni per le quali una ferrovia che innervava il Lazio Meridionale si sia ridotta a un tronco urbano di Roma.
Ad oggi la sensazione è che non si voglia nè dismettere, nè investire sull'infrastruttura che c'è.
Qui di seguito trovate le slide del mio intervento:
https://goo.gl/EQinaV

giovedì 9 febbraio 2017

Seminario all'Ordine degli Ingegneri

La commissione tematica Tramvie e sistemi ferroviari istituita presso l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, in collaborazione con AIIT – Associazione per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti, il 15/02/2017 propone ai propri iscritti un seminario tecnico gratuito sul tema Ex Roma-Fiuggi: passato, presente e futuro dell’ultima ferrovia urbana di Roma.
Nel giugno scorso è stato celebrato il centenario dell’attivazione della linea Roma – Fiuggi, della quale resta oggi in esercizio la tratta urbana da via Giolitti (stazione Laziali) a Centocelle, La successiva tratta, da Centocelle a Giardinetti, non è stata dismessa ma attualmente non vi si effettua servizio. Obiettivo del seminario è quella di fare il punto della situazione ed esporre gli scenari possibili per il futuro di una infrastruttura su ferro senza dubbio atipica, che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del quadrante sudorientale della città, come testimonia il suo recente inserimento nel patrimonio culturale dell'Ecomuseo urbano Casilino.

In particolare sarò chiamato a intervenire per tracciare un profilo storico, che tratterà l’evoluzione sia dei tracciati e dei servizi sia delle principali caratteristiche tecniche della linea e dei rotabili. 

Sono disponibili sul sito dell'Ordine degli Ingegneri maggiori informazioni sul seminario. 

https://www.ording.roma.it/formazione/evento-formazione?IdEvento=141

lunedì 6 febbraio 2017

Gli acciacchi del Trenino

In questi mesi abbiamo raccontato i tanti problemi di cui soffre la ferrovia Termini-Centocelle. Con questa infografia abbiamo raccolto gli otto "acciacchi" principali, la cui risoluzione in alcuni casi è una precondizione necessaria affinchè la linea possa tornare a Giardinetti.


giovedì 2 febbraio 2017

Ogni maledetto display


 A cura di Andrea D'Emidio
Sicuramente uno degli elementi che contraddistingue la municipalizzata dei trasporti capitolini sono i display non funzionanti. Infatti non passa giorno che non si veda circolare almeno una vettura con il display rotto e con fogli di carta attaccati al parabrezza che, nella migliore delle ipotesi, hanno il numero stampato e nella peggiore, hanno il numero scritto a penna, o addirittura con pennarelli di colore molto chiaro che non si leggono nemmeno alla luce del sole. Ciò, non compromette la sicurezza di passeggeri ed autisti delle vetture e comunque permette la continuità del servizio. Pertanto, non si comprende il motivo per il quale non venga fatta adeguata manutenzione, anche in rimesse molto piccole come Montesacro (solo 30 vetture,) dove molti filobus viaggiano ormai di routine con i display cartacei.
Il suddetto problema non è legato solamente ai display indicanti linea e destinazione, i display esterni, ma anche a quelli interni che, assieme all’annuncio di prossima fermata, dovrebbero puntare al miglioramento del comfort a bordo dei bus, soprattutto per le persone con handicap e per turisti. Poiché questo servizio è collegato al geolocalizzatore delle vetture, se la vettura non è monitorata o non connessa alla tecnologia di localizzazione, il display mostra esclusivamente la scritta ‘ATAC’ e l’annuncio vocale di prossima fermata non è attivo. Tuttavia, questo servizio non si trova a bordo di tutte le vetture: i bus che implementano questa tecnologia sono i 337 bus denominati “serie Roma” ed i nuovi 150 autobus che stanno cominciando a circolare per le strade della Capitale. Questi sono una parte minoritaria della flotta di superficie. Il parco  restante dispone di display interni che, se attivi, mostrano il numero della linea e la destinazione, senza essere accompagnati da alcun annuncio vocale. Dunque questo è un servizio che, come molte altri, dà benefici solo in parte.
Le vetture più recenti inoltre sono dotate di un televisore all’altezza della porta centrale, che mostra il logo dell’ATAC oppure è spento. I televisori potrebbero assumere una funzione parallela a quella dei display interni, illustrando ed annunciando le coincidenze per ogni fermata o gli avvisi alla clientela (magari anche in lingua inglese). Per attuare queste migliorie bisognerebbe collegare il televisore al localizzatore. Ciò permetterebbe un miglioramento del servizio soprattutto per i tanti turisti che affollano le linee del centro.
Non sono da sottovalutare anche i problemi analoghi sulle metropolitane A e B. Sulla linea A l’annuncio è solo in lingua italiana. Talvolta capita che mentre si è sulla metro B1 gli annunci non funzionino fino a Bologna oppure che se per esempio si è a Libia, l’annuncio dica che ci si trovi a S. Maria del Soccorso.
Insomma dei piccoli miglioramenti da attuare a costo zero che potrebbero cominciare ad avvicinare il servizio del TPL capitolino agli standard di altre capitali europee.