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giovedì 2 febbraio 2017

Ogni maledetto display


 A cura di Andrea D'Emidio
Sicuramente uno degli elementi che contraddistingue la municipalizzata dei trasporti capitolini sono i display non funzionanti. Infatti non passa giorno che non si veda circolare almeno una vettura con il display rotto e con fogli di carta attaccati al parabrezza che, nella migliore delle ipotesi, hanno il numero stampato e nella peggiore, hanno il numero scritto a penna, o addirittura con pennarelli di colore molto chiaro che non si leggono nemmeno alla luce del sole. Ciò, non compromette la sicurezza di passeggeri ed autisti delle vetture e comunque permette la continuità del servizio. Pertanto, non si comprende il motivo per il quale non venga fatta adeguata manutenzione, anche in rimesse molto piccole come Montesacro (solo 30 vetture,) dove molti filobus viaggiano ormai di routine con i display cartacei.
Il suddetto problema non è legato solamente ai display indicanti linea e destinazione, i display esterni, ma anche a quelli interni che, assieme all’annuncio di prossima fermata, dovrebbero puntare al miglioramento del comfort a bordo dei bus, soprattutto per le persone con handicap e per turisti. Poiché questo servizio è collegato al geolocalizzatore delle vetture, se la vettura non è monitorata o non connessa alla tecnologia di localizzazione, il display mostra esclusivamente la scritta ‘ATAC’ e l’annuncio vocale di prossima fermata non è attivo. Tuttavia, questo servizio non si trova a bordo di tutte le vetture: i bus che implementano questa tecnologia sono i 337 bus denominati “serie Roma” ed i nuovi 150 autobus che stanno cominciando a circolare per le strade della Capitale. Questi sono una parte minoritaria della flotta di superficie. Il parco  restante dispone di display interni che, se attivi, mostrano il numero della linea e la destinazione, senza essere accompagnati da alcun annuncio vocale. Dunque questo è un servizio che, come molte altri, dà benefici solo in parte.
Le vetture più recenti inoltre sono dotate di un televisore all’altezza della porta centrale, che mostra il logo dell’ATAC oppure è spento. I televisori potrebbero assumere una funzione parallela a quella dei display interni, illustrando ed annunciando le coincidenze per ogni fermata o gli avvisi alla clientela (magari anche in lingua inglese). Per attuare queste migliorie bisognerebbe collegare il televisore al localizzatore. Ciò permetterebbe un miglioramento del servizio soprattutto per i tanti turisti che affollano le linee del centro.
Non sono da sottovalutare anche i problemi analoghi sulle metropolitane A e B. Sulla linea A l’annuncio è solo in lingua italiana. Talvolta capita che mentre si è sulla metro B1 gli annunci non funzionino fino a Bologna oppure che se per esempio si è a Libia, l’annuncio dica che ci si trovi a S. Maria del Soccorso.
Insomma dei piccoli miglioramenti da attuare a costo zero che potrebbero cominciare ad avvicinare il servizio del TPL capitolino agli standard di altre capitali europee.

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